1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Vai alla pagina iniziale
 
Camera di Commercio di Massa-Carrara

Contenuto della pagina

Il modulo in fase di costruzione alla Nuovo Pignone

Oltre 1miliardo 811mila euro di fatturato nei primi nove mesi del 2014. 531milioni di euro in più rispetto all'anno precedente (+41,5%). Già superato il dato finale consuntivo del 2013 che a sua volta aveva segnato un record senza precedenti. Mai, la provincia apuana, aveva esportato così tanto. Un risultato celebrato anche dall'Istat che ha inserito la Provincia di Massa Carrara tra le province italiane, dopo Torino e Genova, e prima di Modena e Bergamo, che più hanno contribuito a sostenere le vendita nazionali all'estero, e al secondo posto nella graduatoria nazionale per valori di esportazioni. Alla fine del 2014 il flusso di vendite verso l'estero potrebbe toccare la soglia di 2miliardi di euro. Il traguardo - a queste velocità - è molto vicino. Il dato assume una connotazione ancora più straordinaria se messo a confronto con l'export totale regionale che se pur positivo è inferiore a quello apuano (+2%, con un saldo positivo di 462milioni di euro) e del paese Italia (+1,4%, per un saldo di circa 4,1 miliardi di euro). A confermare un trend eclatante, per usare la definizione degli analisti, è il consueto rapporto dell'Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara relativo ai primi nove mesi dell'anno 2014. "L'andamento del terzo trimestre conferma la propensione sempre più marcata all'export delle imprese che vivono nel nostro territorio. - analizza Vincenzo Tongiani, Presidente Isr - La riduzione dei costi energetici, in primis del petrolio, le politiche di sostengo della Bce possono imprimere una ulteriore spinta alle esportazioni di prodotti italiani nel mondo e permetterci di raggiungere il traguardo dei 2miliardi".

A spingere l'export è, come già evidenziato nel rapporto intermedio, l'attività della Nuovo Pignone, più in generale del comparto "Macchine ed apparecchiature" passato da 685milioni di euro ad 1miliardo 214milioni di euro (+77,3%) e che vale, da solo, il 67% del totale esportato in valore. Valori in netta ascesa per il comparto dei mezzi di trasporto nautici con 13milioni di euro di differenziale (+64,6%) ed una incidenza che sfiora il 2% sul totale, così come per il settore degli articoli in pelle (+19,7%) da cui dobbiamo escludere l'abbigliamento, il cartario (17,4%), mobili (9,2%) e l'agroalimentare (+69%) anche se il suo peso è molto marginale. Tiene, anche se mostra segni di flessione, il settore dei prodotti chimici (-1,3%). "Il dato complessivo è molto positivo; - analizza Dino Sodini, Presidente Camera di Commercio di Massa Carrara - molto del merito va alla filiera istituzionale che con Nuovo Pignone ha dimostrato che, facendo squadra e remando tutti nella stessa direzione, si possono creare opportunità importanti. Ma non dimentichiamoci anche gli altri investimenti, penso a Cuccinelli, nel settore dell'abbigliamento".

Ma se da un lato l'export raggiunge livelli record, dall'altro sono diversi i comparti in sofferenza. Complessivamente apparecchiature elettriche (-33,9%), prodotti della metallurgia (-13,1%), prodotti elettronici (-23,3%) e l'abbigliamento (17,8%) lasciano sul campo quasi 20milioni di euro così come in affanno è il settore degli articoli in gomma e materie plastiche (-29,3%).

Capitolo a parte merita il lapideo, altro settore a fortissima propensione alle esportazioni. Nel distretto apuo-versiliese, nell'insieme delle diverse componenti lapidee, si è passati da 484milioni di vendite all'estero nei primi nove mesi del 2013, ai 492 milioni dell'anno 2014 (+1,7%) mentre ha segnato il passo il distretto veneto, con una variazione complessiva leggermente negativa (-0,6%), dovuta in particolare alla componente lavorata che comunque rappresenta il 90% del totale dei materiali esportati. Per quanto concerne Massa-Carrara si assiste, come ormai avviene da più anni, alle positive variazioni ottenute dal settore nel suo complesso (+4,1%), con un saldo positivo di circa 15 milioni. Nei primi nove mesi del 2014 il marmo e granito lavorato, la componente di maggiore rilevanza del settore lapideo, ha registrato, rispetto allo stesso periodo del 2013, e in continuità con quanto si era già osservato nei consuntivi precedenti, una crescita in valore di circa 4 milioni di euro (+1,7%), per un totale pari a 244 milioni di euro che ha rappresentato il 14% del totale dell'export locale. La restante componente lapidea corrispondente a materiale grezzo, con un valore vicino ai 122 milioni d'euro, ha ottenuto nei primi nove mesi dell'anno 2014 un incremento in valore del +9,5%, rappresentando il 6,7% del totale dell'export provinciale. Si tratta di segnali, per entrambe le componenti lapidee, ormai costanti nel tempo e che confermano, se ancora ve ne fosse bisogno, l'ottima richiesta che proviene dai mercati esteri. Per Sodini la priorità è "completare la filiera, chiudere il cerchio, perché è la storia del nostro territorio, il suo elemento distintivo". "I dati sulle esportazioni sono notevoli; siamo tornati il primo distretto per lavorati esportati all'estero - commenta - ma è attraverso la lavorazione in loco, la manodopera e il genio creativo, l'artigianalità che possiamo creare valore aggiunto economico ed occupazionale immaginando un futuro per il territorio".

Da ultimo, in queste brevi annotazioni, una valutazione deve essere riservata anche all'andamento delle importazioni locali che registrano invece, nei primi nove mesi dell'anno 2014, un risultato negativo (-8,3%), in valore assoluto una perdita di circa 30 milioni di euro. Una tendenza non soddisfacente che si aggrava ulteriormente tenendo conto che già il consuntivo 2013 aveva chiuso con un -13%, e non aiuta nemmeno la comparazione con la  media  della Toscana, -6,6%, e dell'Italia -1,9%.

 
 
 
nclude TemplatesUSR-Site-include/AdminLink.txt}