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Camera di Commercio di Massa-Carrara

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Chi scommette su reti e sinergie vince sui mercati (+5%). Turismo in risalita, ma solo nella componente ufficiale. Male le seconde case. Soffrono ancora commercio ed artigianato. Primi spiragli di luce per l'economia apuana che non è ancora fuori dalla crisi ma si sta preparando ad uscirne. Lo certifica il rapporto elaborato dall'Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara in relazione all'anno 2014 presentato a Palazzo Binelli, a Carrara nonostante  i 3 mila disoccupati in più. Sul fronte delle imprese nel 2014 sono nate quasi 4 unità al giorno (3,7 per l'esattezza) confermando un tasso di crescita positivo per il secondo anno consecutivo (+0,67%) e 151 imprese di differenziale tra aperture e cessazioni per un totale di 22.688 imprese registrate (il 75,7% sono localizzate sulla costa). Si consolida la struttura economica con un incremento delle società di capitali che continuano nella loro crescita (+3,1%). Podenzana (3,6%), Fosdinovo (+2,6%), Licciana Nardi (+1,7%) i tre comuni dove la percentuale del tasso di crescita dell'imprenditoria è stata più elevata. La globalizzazione post-crisi ha prodotto una selezione naturale delle imprese dove a uscirne meno malconce sono state le imprese strutturate di medio-grande dimensione più capaci di rispondere con prontezza alla necessità di cambiare. L'anno si chiude complessivamente con un Pil ancora negativo (-0,2%). "Le imprese che sono riuscite a superare questa fase - analizza Vincenzo Tongiani, Presidente Isr - attraverso azioni tese al rafforzamento patrimoniale, dell'internazionalizzazione e dei processi di innovazione, oggi si sono dotate di una corazza che potrà tornare utile quando la ripresa si consoliderà. La sfida è favorire la trasmissione degli effetti positivi delle performance della grande e media impresa alle piccole imprese attraverso l'incentivazione dei contratti di".
Il punto di analisi e di partenza dell'Isr è ancora una volta esperienziale e statistico: nel settore industriale chi si è messo in rete nel recente passato ha vinto sui mercati. Nell'ultimo triennio le imprese in rete hanno accresciuto il proprio fatturato e l'occupazione di circa il +5%, a fronte di un calo a doppia cifra percentuale di quelle non in rete. "I contratti di rete, che significa unire gli sforzi per raggiungere obiettivi comuni, sono uno strumento per risolvere principalmente l'aspetto produttivo o l'ampliamento del mercato. La nostra indagine sfata anche un luogo comune, ovvero che i nostri imprenditori siano riconducibili alla cosiddetta "cultura individualista": in realtà, ciò che sembra frenare l'uso di queste formule di aggregazione, anche quelle più innovative come i contratti di rete, è la poca conoscenza dei variegati strumenti a disposizione e dei vantaggi da essi arrecati, oltre naturalmente alla difficoltà nel ricercare partners con i quali mettersi in rete. E' in questa direzione che dobbiamo portare le imprese e lavorare come territorio". In questo contesto di "reti" un ruolo chiave è destinato ad averlo il progetto CreaInRete di cui la Camera di Commercio è stato promotore e che è stato capace di radunare, attorno allo stesso obiettivo, oltre 300 menti: "è stato un percorso unico nel suo genere - spiega Dino Sodini, Presidente dell'ente camerale - mai realizzato prima d'ora, e che ha mostrato grande entusiasmo, un'importante partecipazione e un forte sentimento di sentirsi parte di un progetto ambizioso da parte dei partecipanti. Tutti questi progetti - anticipa - verranno racchiusi in un documento che diventerà la base di discussione di un Tavolo riservato strettamente alle Istituzioni locali dal quale dovrà scaturire un "Patto delle responsabilità collettive per lo sviluppo locale" definente obiettivi, compiti, modalità di intervento (con indicazione delle risorse economiche disponibili) di ciascuno dei soggetti coinvolti. I progetti di CreaInRete contribuiranno a creare le condizioni per far riparte imprese e territorio".

Reddito, Pil in ripresa. Secondo Prometeia nel 2014 il valore aggiunto in provincia è diminuito del -0,2%, per attestarsi a circa 4.134 milioni di euro. Il terziario pesa per il 77,8%, un valore superiore a quello medio regionale e nazionale, come del resto anche per le costruzioni (6,5%).Permangono invece mediamente inferiori le incidenze dell'industria in senso stretto (14,6%) e dell'agricoltura (1,1%). Preoccupante il calo del reddito disponibile pro-capite sceso a 13.890 euro, il valore più basso degli ultimi quindici anni ed ancora fermo all'ultima posizione nella graduatoria regionale. Lavoro. 14.630 persone sono in cerca di lavoro. Prevalentemente si tratta di donne. Il tasso di inattività femminile è infatti passato dal 40% al 35%. Si tratta di "nuovi" disoccupati che oggi si sono messi alla ricerca di un posto di lavoro per compensare il calo dei bilanci famigliari. E così il tasso di disoccupazione tocca la soglia storica massima del16,4% (Toscana 10,1% e Italia 12,7%). Allo stesso tempo, il tasso di occupazione scende leggermente, passando dal 59% all'attuale 58%.

Export da record. I dati provvisori dell'Istat segnalano per il 2014 il raggiungimento di un nuovo record sul fronte delle esportazioni: raggiunti i 2.263 milioni di euro (+24%) rispetto all'anno precedente, che a sua volta era già stato un anno record. L'export ha ottenuto la miglior variazione percentuale a livello regionale ed anche quella in valore assoluto (437 milioni di euro), al pari Firenze, per un'incidenza che ci vede salire al 7,1% del totale delle vendite toscane. L'ottima tendenza delle esportazioni è ormai un dato costante da più anni ed è frutto delle vendite di prodotti di vari comparti economici, sebbene quelli più influenti restino i macrosettori della meccanica e del lapideo. I macchinari e apparecchiature hanno registrato vendite per un valore di 1,4 miliardi di euro, in crescita del +43% rispetto al 2013; il lapideo nella componente del marmo grezzo, con 159 milioni di euro, ha ottenuto una variazione del +3,2%, mentre il materiale lavorato si è fermato a 365 milioni di euro, per un +2,3% rispetto all'anno 2013. L'import è pari a 483 milioni di euro è accresciuto del 6,3% nell'ultimo anno.

Credito, va meglio. Rallentano le restrizioni del credito alle imprese e famiglie del territorio. I prestiti complessivi nel 2014 si sono contratti in provincia del -0,6% (l'anno precedente del -2,0%), con una decelerazione significativa sulle imprese (-0,6% dal -2,9% del 2013), dovuta alla ripresa dei prestiti alle medio grandi attività, alla manifattura e all'estrazione. In recupero anche i finanziamenti agli investimenti produttivi (+0,6%), anche se siamo ancora molto lontano dagli anni pre-crisi. A livello di sofferenze, il sistema sembra gradualmente evolvere verso un miglioramento della qualità del credito, anche se la situazione resta ancora molto critica, dato un tasso di decadimento al 3,7%. In flessione anche il costo del denaro applicato alle imprese, che sui prestiti a breve scende al 7,5% (dall'8% dell'anno precedente), ma nello specifico resta ancora molto elevato, in particolare sulle operazione a revoca dove sfiora il 10%.

Industria manifatturiera, c'è la spinta ma solo sulle imprese medio-grandi. Non si registrata consuntivo 2014 quella ripresa generalizzata che sembrava dovesse caratterizzare una parte dell'ultimo anno e che poteva rappresentare uno spiraglio positivo per l'uscita dalla crisi. La produzione industriale si è contratta di circa il -2,3%, arriva al -4,1% nelle imprese con meno di 9 addetti, anche il fatturato mostra valori simili e per entrambi gli indicatori la diminuzione è più accentuata rispetto ai valori medi della regione Toscana. Tornano però a mettere il segno più le imprese oltre 50 addetti, con una variazione della produzione e del fatturato del +0,5%. Sul versante dei settori, quasi tutti presentano valori negativi, influenzati dalle forti negatività delle componenti dimensionali più piccole.

Lapideo, volano utili. Nell'ultimo anno dalle cave carraresi sono stati estratti 917mila tonnellate di blocchi (-1%) rispetto al 2013, ed altri materiali per 2,3 milioni di tonnellate (-21%). Sebbene, in generale, i dati congiunturali dell'estrazione mostrino valori negativi sia per la produzione (-2,2%) che per il fatturato (-1,6%), altri indicatori come quelli delle esportazioni offrono notizie più che positive, trascinanti all'insù dalla forte vocazione estera delle imprese più dimensionate. Diviene pertanto ipotizzabile pensare che anche in questo settore vi sia una dicotomia negli andamenti tra le piccole e piccolissime realtà e quelle più grandi e internazionalizzate, a cui si aggiunge una domanda interna che è ancora flebile. Dati comunque, è bene sottolinearlo, che non preoccupano particolarmente, alla luce degli ottimi andamenti passati del settore. Per quanto riguarda il lavorato, da segnalare un contrazione sia della produzione (-4,5%) che del fatturato (-3,9%), dopo i segnali più che favorevoli del biennio precedente. Ricordiamo infine la conferma della leadership del comprensorio apuo-versiliese rispetto a quello veneto per quanto riguarda le vendite di materiale lapideo sia grezzo che lavorato.

Artigianato ancora pollice verso. Non cambia nemmeno nel consuntivo 2014 la situazione per l'artigianato locale che mostra, per l'ennesima volta, variazioni all'insegna di un'ulteriore riduzione del fatturato. Nel manifatturiero si assiste ad una contrazione del -12,4%, un valore che è in assoluto il peggiore nel panorama regionale, dove ci si è fermati al -5,8%. Sul versante occupazionale, si registra una perdita del -0,5%, a fronte comunque di una situazione più critica registrata mediamente dall'artigianato della Toscana, con un calo degli addetti del -1,7%. Si contraggono anche le imprese, 108 in meno rispetto allo scorso anno (-1,8%).

Commercio, altro anno no. Il 2014 sarà archiviato come un altro anno difficile per il commercio locale, dopo il fondo toccato nel 2013. I consumi restano ancora molto stagnanti (-0,1%), e complessivamente la distribuzione all'ingrosso e al dettaglio perde l'1,5% del fatturato. Solo il 10,7% dei commercianti del territorio ha realizzato spese per investimenti, a fronte di una media regionale del 15,3%. Oggi sembrano reggere solo gli hard discount, le marche private delle grandi catene distributive e il commercio on line. Si sta ponendo un serio problema di tenuta strutturale della rete distributiva, in particolare di quella di vicinato che, nella fascia fino a 150 mq di vendita, ha perso dal 2009 in provincia 116 unità e 7.100 mq di vendita (rispettivamente -6,3% e -7,5%).

Porto, crollo tonnellate movimentate. Nel consuntivo 2013 le difficoltà dei traffici portuali erano imputate alla diminuzione derivante dai rotabili dell' Armamento Sardo, compagnia marittima del gruppo Nieddu, una attività cessata proprio nel 2013, al netto della quale comunque il saldo era positivo. Oggi, a consuntivo dell'anno 2014, ed anche con i primi dati dell'anno in corso, le valutazioni non sono soddisfacenti. Il porto ha visto diminuire il complesso delle movimentazioni del -7,3%, con un -4,3% agli imbarchi ed un -11,8% agli sbarchi; in totale si è trattato di circa 1,7 milioni di tonnellate movimentate che rappresentano il peggior risultato degli ultimi 25 anni. Le uniche note favorevoli di una certa rilevanza provengono dagli imbarchi dei materiali lapidei, dei prodotti siderurgici e dei project cargo.

Turismo in risalita. Nel 2014 il bilancio del turismo in provincia che emerge dai dati ufficiali è assolutamente confortante; il numero dei pernottamenti è stato superiore al 2013 di quasi 50mila unità (+4,4%), saldo accompagnato da un più contenuto +2,5% per il numero dei viaggiatori. Significativo il contributo alla crescita fornito dalla componente alberghiera, con un aumento di 5,7%, quota che sale al +8,4% per la sola componente italiana della domanda. I rialzi più convinti premiano le strutture di qualità. Più contenuta la crescita nell'extralberghiero (+2,9%), penalizzato negli agriturismo (-14%) e case per vacanza (-15%). La congiuntura potrebbe apparire ancora più confortante alla luce della contrazione rilevata su scala nazionale, dovuta all'ennesimo ribasso della domanda italiana, soprattutto extralberghiera. A ristabilire la realtà del consuntivo, anche nel 2014 l'analisi delle presenze non rilevate dimostra la consueta efficacia: la metodologia stima una forte contrazione del sommerso (-4,1%) in parte sicuramente legata alla diminuzione dell'Imposta di Soggiorno e alla ripresa di operatività di due grandi strutture a Marina di Massa in grado da sole di movimentare grandi flussi, strutture che nel corso dell'anno precedente non avevano lavorato. A questa revisione al ribasso della stagione turistica 20914 contribuisce il calo della domanda nelle seconde case (4,3 ml. di pernottamenti nel 2014), ormai oltre 2,4 milioni al di sotto della punta massima del 2001 (6,7 Ml.). Considerando anche il flusso delle escursioni di giornata, la stagione si chiude ancora con un segno negativo (-1%) che segue, pur smorzandoli, i ribassi tra -5% e -7% dei tre anni precedenti. Inevitabili le ripercussioni sulla spesa turistica, in calo di 5 ml. Di euro, a 633 Ml. Di euro, il -1,8% a prezzi costanti. Stessa contrazione quella del valore aggiunto attivato sul territorio provinciale che si ferma a 224,7 ml. di euro., cui corrisponde una quantità di lavoro attribuibile al turismo di circa 6.420 unità di lavoro annue; valori che evidenziano un peso del turismo sui rispettivi aggregati dell'intera economia provinciale non superiore al 7,5%.

Agricoltura, pesa alluvione 2014. Nel bilancio di fine 2014 le imprese agricole a livello locale sono risultate 1.094, in diminuzione del -2%, una perdita leggermente superiore al dato medio toscano ma inferiore a quello nazionale. Da notare il buon andamento delle attività agrituristiche, quella delle produzioni delle uve doc e igt, e di altre produzioni tipiche locali. Molte delle possibilità di sviluppo del settore hanno risentito pesantemente degli avvenimenti alluvionali che hanno colpito nuovamente il territorio apuano nel novembre 2014.

Per informazioni www.ms.camcom.gov.it e www.facebook.com/cameracommercioMS


 
 
 
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