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Camera di Commercio di Massa-Carrara

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Dall'inizio della crisi nella provincia di Massa Carrara ci sono mille imprese in più. Il tasso di crescita resta positivo (+5%) nonostante la crisi ed i pesanti effetti congiunturali. Dal 2007 le imprese sono passate da 21.612 alle attuali 22.688 (+,0,67% rispetto all'anno prima) secondo l'ultimo rapporto dell'Istituto di Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara. Quasi un'impresa su due (41%) è under 35, (9,8%) diretta da donne (22,4%) e da imprenditori stranieri (10,7%): "E' evidente - analizza Vincenzo Tongiani, Presidente Isr - l'apporto determinante che le imprese giovanili, femminili, di cui il 12,3% è anche under 35, e straniere garantiscono al nostro tessuto economico ed occupazionale contribuendo ad un tasso di crescita, nel lungo periodo, con il segno più". L'incremento numero delle imprese non ha trovato però riscontro sull'occupazione: il tasso di disoccupazione è praticamente raddoppiato passando dall'8,4% del 2007 al 16,4% del 2014 dove un giovane tra i 15 ed i 25 anni è senza lavoro (49,1%). Nel 2007 il tasso era stabilizzato al 13,4%. Contenuta la riduzione del tasso di occupazione, dal 60,2% al 58,3% dell'ultima fotografica dell'ente camerale. I disoccupati sono 15mila (erano 6mila nel 2007). "L'impoverimento progressivo delle grandi fabbriche - prosegue - che avevano garantito un fondamentale contributo all'occupazione ha avuto inevitabili conseguenze sul tasso di disoccupazione. La crisi, l'instabilità e la mancanza di politiche di sviluppo concrete ha prodotto un dato senza precedenti che ha spinto il nostro territorio ai livelli del Sud".

C'è un altro dato che merita di essere analizzato e che riguarda il tasso di sopravvivenza delle imprese iscritte negli anni 2011, 2012 e 2013. Le imprese locali nate nel 2011, nell'anno successivo, il 2012, nell'85,3% dei casi sopravvivevano, una cifra che diminuiva di circa 11 punti nel 2013, per risultare a fine 2014 del 66,5% circa.
Questo dato mostra come, fatto 100 il numero delle imprese iscritte alla Camera di Commercio nel 2010, solo 66 restavano operanti ed attive a consuntivo 2014, con la perdita di ben 34 unità imprenditoriali: "Una impresa su tre nata nell'ultimo triennio non ce l'ha fatta. L'edilizia - analizza Dino Sodini, Presidente Camera di Commercio - è il comparto che si è rivelato più vulnerabile e fragile malgrado sia il settore con l'incidenza più importante, seguite dalle attività commerciali, turistiche e manifatturiere". I comparti economici più resistenti sono risultati quello dei trasporti e spedizioni con un tasso di sopravvivenza dell'86,4%, seguito da quello agricolo (82,5%), da quelli delle assicurazioni e credito (76,2%), servizi alle imprese (73,35) e altri settori (72,3%). Le stesse dinamiche sono osservabili se il campo di riferimento si riduce agli ultimi due anni, ditte iscritte nel 2012 e loro sopravvivenza al 2013 e 2014. Se riduciamo la rilevazione alle iscrizioni avvenute nel 2013, osserviamo un tasso di sopravvivenza a consuntivo 2014 dell'86,5%, che, comparandolo al dato degli anni precedenti, mostrerebbe come nell'ultimo periodo la difficoltà di restare in vita da parte delle imprese appena nate sia in parte migliorato, passando dall'85,3% del 2012, all'85,8% del 2013, per fermarsi all'86,5% di fine 2014. "Il peggio è alle spalle - conclude Sodini - ora dobbiamo agganciare la ripresa e non mollarla più".

 
 
 
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